Bologna


-BIOS-
Movimento per lavita
Giovani Bologna

Carta bianca

"Neppure da nati"…







Prosegue la guerra di alcuni liberi pensatori contro la libera (e difficile) esistenza dei bambini affetti da gravi patologie.

Nel nostro ordinamento già l'art. 6 della Legge 194/78 sull'aborto (“ quella che va bene così com'è ma deve essere integralmente applicata ”) consente di sopprimere il nascituro malformato, ma evidentemente questo non bastava: bisogna cancellare questi piccoli sventurati dalla faccia della Terra anche nel caso in cui, per diagnosi tardiva o altre cause tecniche, siano venuti al mondo con il loro carico di diversità e sofferenza e la loro sete d'amore e dedizione.

Come fare ad ottenere lo scopo di liberare l'umanità della loro ingombrante presenza?

Innanzitutto, la loro soppressione non deve apparire quello che è, ossia l'uccisione di un malato innocente proprio perché malato e perché innocente; deve sembrare un gesto di umanità. No, ecco: dev'essere l'unico modo di risparmiare al nato le inutili sofferenze di una vita con gravi patologie. Già suona meglio.

Poi, la decisione su questo splendido atto d'amore non può che spettare ai genitori del piccolo, che di certo non si rende conto di quel che vogliono per lui Mamma e Papà ma se potesse – ne sono certi i liberi pensatori – li ringrazierebbe.

Ma non basta, perché l'amore è una cosa seria. Perciò ci vuole anche un medico, anzi, un bel collegio di medici a vagliare se ci sono i presupposti patologici per sopprimere il nato: perché l'amore è amore, ma non si può mica amare a caso!

Infine, questa delicata operazione non dev'essere lasciata al fai da te: ci sono i medici, e sennò che ci stanno a fare? Così come alcuni ginecologi sono lì per non far nascere i bambini, così alcuni anestesisti saranno pronti e disponibili a far morire i pazienti. Ci penseranno loro, il bambino non sentirà nulla e se ne andrà dritto dritto in Paradiso e i suoi genitori gli porteranno tanti bei mazzi di fiori sulla tomba a dimostrazione del loro amore sincero che gli ha donato quella bella culla di pietra bianca.

Quindi, ci vuole una legge, perché nei Paesi civili l'amore lo fanno le leggi e lo attuano i medici. E muore sempre qualcuno, chissà perché.

Ecco dunque che la Rosa nel Pugno il 19 gennaio 2006 ha presentato un disegno di legge che prevede la possibilità di far staccare la spina al bambino in stato terminale su richiesta dei genitori. Questo è solo un aspetto del disegno di legge, che prevede una disciplina dell'eutanasia anche più permissiva di quella olandese; tuttavia, è ben esemplificativo di cosa possano voler dire “Amore” e “Vita” se si perde di vista il valore incommensurabile di ogni essere umano. Come può un genitore avere diritto di vita e di morte sul figlio? E siamo certi che il vero fine di quell'omicidio non sia sollevare i genitori, e non il bambino, dal dolore? E come potrebbe un bimbo guardare i genitori se sapesse che essi hanno dato disposizioni perché egli sia soppresso?

E soprattutto i genitori glielo direbbero? In merito a quest'ultimo punto, credo proprio di no, non credo che i genitori direbbero al proprio bimbo gravemente malato che hanno deciso di chiederne l'uccisione. Chissà perché, questo è un altro di quegli “atti d'amore” di cui i genitori si vergognerebbero dinanzi al proprio figlio, esattamente come avviene per la FIVET, in cui solo in pochissimi casi i genitori rivelano al bimbo figlio come è venuto al mondo. E questo la dice lunga.

Massimo