Bologna


-BIOS-
Movimento per lavita
Giovani Bologna

Carta bianca
SAN RAFFAELE


Relatore


MASSIMO MICALETTI

06-11-2006


 

San Raffaele, aiutaci Tu…

Mi dicono di essere prudente. Mi dicono di non toccare i preti. Mi dicono che “rispetto ci vuole”, che non sta bene che un pro life se la prenda con un sacerdote, che siamo tutti dalla stessa parte, alla fine …

Ma siamo tutti dalla stessa parte, alla fine… della vita?

Mi riferisco all'intervista rilasciata giorni fa da Don Verzé, fondatore, promotore, direttore, animatore dell'Istituto San Raffaele di Milano. Già, quel posto dove si faceva (e si fa) la FIVET buona, quella che poi il Dottore può andare a Messa la domenica.

Don Verzé ammette col solito dolore e travaglio di chi confessa al mondo d'aver fatto una cappella pazzesca ma di ritenerla l'unica cosa “ bona et iusta ” da fare, che anche lui, negli Anni 70, gli anni dei reggae di Bob Marley e della carica dei radical-comunisti-cattopossibilisti-che-tutto-se-po'-fa'-tanto-Dio-ce-vo'-bbene-lo-stesso, ebbene anche lui ha staccato la spina ad un suo amico.

Dopo i politici che confessano che negli Anni 70 si sono fatti uno spinello – ma solo uno, per carità – adesso arriva un prete che dice che negli Anni 70 ha ammazzato un malato. Che cosa dobbiamo aspettarci adesso? Che arrivi la Bonino dicendo che lei, negli Anni 70, ha fatto la Comunione?

Era attaccato a un respiratore e mi chiese di staccarlo: piangendo dal cuore accondiscesi. Così non è eutanasia ma un atto d'amore " ha dichiarato
Don Luigi Verzé.
E ancora " Era un amico  un medico, ci conoscevamo da anni. Lo abbiamo curato perfino con esasperazione perché non lo volevamo perdere. Stava attaccato a un respiratore artificiale, altrimenti sarebbe morto ".

E racconta come ebbe la richiesta di staccare la spina al respiratore : " Una volta, con lo sguardo fermo  mi ha detto: io non posso più vivere senza questo respiratore, perciò, ti prego, staccami ”.

Piangeva, il cuore di Don Verzé. Così ha lasciato morire soffocato un suo amico. Avrà anche dotto Messa, in quei giorni. Chissà chi era allora il Confessore di Don Verzé? Bob Marley?

Ora io mi immagino tutti i malati del San Raffaele che stanno attaccati al respiratore. Una volta, quando il paziente vedeva il prete entrare nella stanza già capiva che l'aria non era delle migliori. Ma oggi, chi si vede entrare Don Verzé che dovrebbe fare? Farsi inchiodare la “spina” del respiratore al muro, magari con un biglietto con su scritto “Vatti a far piangere il cuore da un'altra parte”?

Non basta. Evoca, Don Verzé, quelle “ zone grigie ” tanto care al cardinal Martini, luoghi del pensiero, della morale e della Vita in cui la Verità sarebbe un fantasma inafferrabile, soprattutto – pare – per chi sul pensiero e sulla morale dovrebbe averci speso la propria vita. Io mi chiedo a questo punto se il problema non sia Milano, perché anche Martini era stato a Milano per lungo tempo: non sarà che la nebbia, il tempo uggioso della bella città di Sant'Ambrogio hanno favorito l'elaborazione di questa “teologia delle zone grigie”, nelle quali tutto diviene evanescente, etereo, persino la materia grigia?

Ma anche nella nebbia più fitta, i muri restano muri, e belli duri. Staccare il respiratore ad un malato vuol dire guardarlo morire soffocato. Ed assumersene la totale responsabilità morale, che non può essere elusa perché la morte del malato è conseguenza dell'azione dell'uomo tesa alla soppressione del paziente. Punto.

Paziente” deriva dal latino patior , ossia “ soffrire, sopportare ”: chi ha a che fare con un malato sa che avrà a che fare con la sofferenza. Dall'intervista di Don Verzé appare chiaro che quelle risposte che non ha saputo trovare negli Anni 70 il nostro prete non le ha trovate. Che San Raffaele c'illumini tutti.

Basta. Qualcuno penserà che questo CartaBianca è di pessimo gusto. Che non si scherza su queste cose. Che non ha rispetto per un cuore che piange.

Ma dovete comprendermi: erano le 7 del mattino, guidavo verso la barriera di Melegnano ascoltando a palla Radio Maria con i bassi su 7/10 e.. paff! Mi sono ritrovato in una zona grigia! E se nelle zone grigie eminenti uomini di Chiesa perdono il senso del curare e dell'uccidere, figuratevi se un povero ignorante come me non perde il senso del rispetto…

 

Massimo Micaletti

 

 

 

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