Bologna


-BIOS-
Movimento per lavita
Giovani Bologna

Carta bianca
"Non me la toccate
o chiamo Marco"


Relatore

MASSIMO MICALETTI




04-12-2008

 

E' inutile negarlo: al giorno d'oggi le intercettazioni sono quel che fa la differenza tra un sito di alto livello ed un sitarello da quattro soldi. Bisogna reperirle, pubblicarle, anche a costo di violare il segreto istruttorio. Ma Bios ha i suoi potenti mezzi, e non fruga nelle Cancellerie penali di questo o quel Tribunale. Non possiamo precisare con quali modalità, ma, in questi tempi di convulsi contatti in ordine alle prospettive di riforma della Legge 194/78 sull'aborto, siamo venuti in possesso delle registrazioni di tre sconcertanti conversazioni telefoniche, che abbiamo trascritto fedelmente. La fonte è sicura, e possiamo garantirvi che si tratta di roba recente.

 

Reperto 1 – Tentata violenza.

“Pronto Walter?”

“Dimmi Livia, ti sento agitata”

“La toccano! La vogliono toccare!”

“Come? Cosa toccano? Non starai parlando proprio della...”

“Sì! Proprio di quella!!!!”

“Ma non si può! E' cosa di donne!!!”

“Appunto!!! E sai chi la vuole toccare?”

“Chi? Dimmi chi è?”

“Sandro, Rocco, Giuliano e persino Camillo!!!!”

“Camillo? Quel Camillo lì? Nooo…. Non ci posso credere!!!!”

“La vogliono toccare, capisci? Eppure è un bijoux, ne sono così gelosa... Eeeh, ma sono inviperite pure di là, sai?”

“Lo credo bene! Non si toccano certe cose ad una donna... Scatta subito lo spirito di solidarietà! Ma dimmi, l'hanno già toccata?”

“No, non ancora. Ho strillato”

“Hai fatto bene, Livia. Qualunque cosa accada, avvertimi. Va difesa, è patrimonio di tutte le donne”

“E' patrimonio anche di tutti gli uomini, Walter”

“Beh, non proprio di tutti. Diciamo che è una possibilità”

“Bravo, Walter: è una possibilità, e dobbiamo difenderla, ad ogni costo. Non si tocca!”

“Vuoi che ti chiami una volante? Ti basta la scorta?”

“La volante? Ma che hai capito Walter? Io parlavo della 194…”

 

 

Reperto 2 – Quando scappa, scappa…

“Pronto Marco?”

“Dimmi Emma. Novità? Sei agitata come al solito”

“Stavolta è proprio grave! E' in atto un'offensiva...”

“Se è un'offensiva, è certamente clerical-vatican-talebana”

“Ma no, no... Cioé sì, cioè boh... Insomma, qui ci vuole un satyaghrà”

“Ennò, Emma, su! Il sathyaghrà sotto le Feste no... C'ho qua davanti ‘n tocco de cotechino che me pare de guardà in faccia Daniele...”

“Vabbé, lo rimandiamo a dopo l'epifania... Mi sono riportata un paio di involtini primavera che c'ho ancora in frigo...”

“Ecco, bene. Ma perché ‘sto sathyagrà? Che cavolo sta succedendo?”

“Giuliano vuole rifarla!”

“Giulianone mio!!! La vuole rifare? Evvabbé, fagliela rifare. Perché, non l'aveva già fatta?”

“No. Cioè, qualche tempo fa l'avrebbe fatta lui, ma ora ci ha ripensato e la vuole rifare!!”

“Vabbé, basta che la rifà per i fatti suoi…”

“No che non la rifà per i fatti soui. La vuole rifare insieme ad altri!”

“Insieme ad altri?”

“Sì!!! Vogliono rifarla pure Sandro, Rocco, Camillo e mi sa sotto sotto pure Francesco!!!”

“Tutti insieme?”

“Tutti insieme! Dicono che quella è vera libertà”

“Beh, Emma, anch'io in effetti dopo averla fatta mi sono sentito liberato”

“Sì, è stata una grane liberazione, ma ora non si può toccare!”

“Beh, è chiaro! Chi la toccherebbe? Io non la toccherei mai! Una volta che l'hai fatta, che fai? Stai pure a toccarla?”

“E poi è lì da trent'anni e nessuno l'ha mai toccata”

“In trent'anni nessuno l'ha tolta?”

“Ma che tolta, Marco! Stava bene dove stava!”

“Ah, se stava bene a Giuliano... E ora non gli sta bene più?

“No! Vuole rifarla! E intanto la calpestano!!!”

“La calpestano? E per forza Emma! Se sta là da trent'anni, prima o poi sarebbe capitato…”

“Già, lo pensavo pure io. Dobbiamo difenderla!”

“Ma che difenderla! Se l'ha fatta Giuliano, la difenda lui se ci tiene tanto!”

“Non l'ha fatta lui, te l'ho detto! Ma non ricordi, l'abbiamo fatta noi! Cioè, noi con Giulio e gli altri… Giuliano vuole rifarla, e comincia dal Foglio”

“Ma solitamente il foglio in queste cose viene alla fine…”

“No, lui inizia dal Foglio. E poi arriverà alla Camera…”

“Alla camera? Beh, se ha una camera con bagno…”

“Ma che c'entra il bagno? Marco, io parlavo della 194…”

 

 

Reperto 3 – Il seduttore.

“Silvio? Sono Sandro. Sono un po' preoccupato...”

“Sandrino! Ma non ti agitare... Dimmi pure! Magari per favore strilla un po' ché sono ad un live di Marco Apicella… Cosa c'è che non va?”

“Silvio, non so se toccarla. Forse questa è la volta buona... Sono lì, ad un passo… Tanti ci hanno provato, ma forse, ora che ha trent'anni…”

“Trent'anni? Ma dài Sandro: scendi in campo... Cosa aspetti?”

“Beh, in effetti alla fine lei ha trent'anni e sarebbe proprio ora. Poi, sai, non è rifatta nemmeno un po': è proprio come è nata!”

“Wow! E dove la trovi una così? Ma perché indugi?”

“Sai, Livia è gelosa... E anche Stefi, e mi sa che pure Alessandra... Appena ho solo ipotizzata l'idea, si sono messe a strillare”

“Ma le donne sono così. La davano certo per scontata, non ci pensavano più... E poi Paola ti appoggia!”

“Si, ma quella non sai mai fino a che punto ti regge il gioco. Non dimenticare che quella in fondo sta con Walter... E poi c'è pure Giulianone…”

“Ma no, Giuliano lo conosco, è uno che certe cose le capisce benissimo… Sono certo che è più contento se le metti mano tu… Niente di pesante, intendiamoci. Giusto per provare una fugace emozione…”

“Allora vado?”

“Vai Sandro, vai! E' segno di libertà!”

“Ma sì, proviamola, ‘sta mozione ! Altro che toccarla, la applico per bene!!!! Alla Camera! Alla Camera!”

“Calma, Sandro, devi pur muoverti con circospezione. Deciso, ma discreto”

“E se mi accontentassi di una migliore applicazione?”

“No, Sandro, non basta una migliore applicazione: devi proprio dare tutto te stesso!”

“Silvio, alle tue parole mi sento carico e rassicurato. Sono certo che finalmente lei cambierà!”

“Vedi? Ora trova un ristorante di quelli ok…”

“Ristorante? Silvio, ma io parlavo della 194…”

*********

 

Non so se vi ha fatto ridere.

Ma si può essere anche più ridicoli.

Ad esempio, affermando che uno Stato che paga ogni anno dei medici per impedire la nascita di 130.000 cittadini è uno Stato civile.

Che una legge che consente tutto questo funziona ed è uno strumento di tutela sociale della maternità.

Che l'aborto è garanzia d'amore per i figli sani che lo scampano e per i figli malati che lo subiscono.

Che l'interruzione della gravidanza è la soluzione di un problema.

Che per evitare l'aborto basta un contraccettivo.

Che l'inizio della vita è problema di fede (e manco di tutte) e non di ragione.

Che si può essere contrari all'aborto ma non si può impedire ad altri di abortire.

Solo che quando si sentono cretinate così, c'è ben poco da ridere.

 

MASSIMO MICALETTI

 

 

 

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