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Le profezie di Telesbatto Circa una quindicina d'anni fa la vita addormentata della mia bella cittadina fu movimentata da una misteriosa troupe televisiva che, armata di tutto punto, si aggirava chiedendo ai malcapitati di pronunciarsi su “scottanti questioni di attualità”. La troupe diceva di appartenere ad una nota emittente privata, “Telesbatto”, ed era composta dal sottoscritto (assistente deputato a dare il microfono in faccia all'intervistato), un cameraman (telecamera enorme sottratta allo zio fotografo), un disturbatore (faceva sempre comodo se l'intervistato non cooperava) ed un eccellente “giornalista”. Era quello il ruolo più difficile: porre con piglio impassibile e professionale al povero ignaro cittadino domande demenziali del tipo “E' giusto sacrificare gli animali per curare gli uomini o è più giusto sacrificare gli uomini per curare gli animali?”, oppure “Lei non ha figli perché ha studiato o ha studiato per non avere figli?” e così via. Ecco, ho fatto outing , quindi ora le vittime di quegli scherzi potranno perseguirmi. Penso però che la farò franca: siamo in un'epoca in cui i mariti possono andare in giro a dire di aver aiutato le mogli a morire e i parlamentari possono dichiarare di far regolare uso di cannabis senza che nessun magistrato si muova, perciò, l'autodenuncia per qualche scherzo fatto a diciott'anni non credo sortirà esiti devastanti. Ma torniamo a noi. Non lo sapevamo ma Telesbatto era profetica: quella che quindici anni fa era surreale attualità, ora è realtà. Prima profezia di Telesbatto: “ E' giusto sacrificare gli animali per curare gli uomini o è più giusto sacrificare gli uomini per curare gli animali?”. Dinanzi al quesito la casalinga o l'impiegato di turno restavano spiazzati, poi dichiaravano che era più giusto sacrificare gli animali, ma che però – bisognava essere prudenti, si era su Telesbatto – se c'erano altri modi per curare gli uomini era meglio non sacrificare gli animali. Qualcuno diceva che avrebbe voluto essere vegetariano, qualcun altro che si dovevano usare i topi delle cantine invece di andarli a “fabbricare” apposta. Bene, adesso abbiamo la risposta da una delle massime istituzioni europee. Il nuovo regolamento europeo sulla valutazione ed autorizzazione delle sostanze chimiche, approvato a dicembre, prevede che dal 2009 ogni esperimento su animali per la verificazione delle sostanze a fini cosmetici sarà vietato. Pure, sarà vietato vendere composti risultanti da test su animali. Servono quindi delle alternative, poiché tali divieti verranno estesi, in prospettiva, ad un sempre crescente numero di composti chimici. Ecco pronta la proposta: effettuiamo i test di tossicità sulle cellule staminali embrionali umane! Uno dei sostenitori è addirittura Philippe Bousquin. Come chi è? Siamo tutti europeisti e non sappiamo chi è Bousquin? Bousquin è stato Commissario europeo per la Ricerca (già, per la Ricerca), il quale sottolinea che l'uso di embrioni umani consentirebbe un bel risparmio ed eviterebbe il laborioso travaso di conoscenze e dati nel passaggio dalla sperimentazione sull'animale a quella sull'uomo. Non ci avevamo pensato! Embrioni umani invece delle cavie animali: questa sì che è Europa! La redazione di Telesbatto si sta ricostituendo per realizzare un'intervista a Bousquin: per l'occasione riesumeremo anche la Ford Fiesta bianca a metano del mio amico Mauro, che allora era cameraman ed ha due figli ed è contento (non altro: non vorrei coinvolgerlo nell'autodenuncia). Seconda profezia di Telesbatto: “ Lei non ha figli perché ha studiato o ha studiato per non avere figli? ”. Qui il 90% degli intervistati rispondeva, quasi scusandosi “Ma, veramente, io i figli ce li ho” (stiamo parlando del 1992, più o meno). Poi c'era quello che rispettava la libertà di tutti “Mah, se uno vuole studiare per non avere figli…”. E così via. Anche qui, pronta la risposta da uno dei più autorevoli quotidiani italiani, La Repubblica. Segnatamente, numero di domenica 1 aprile (data suggestiva), articoli di Concita De Gregorio e del Prof. Marcelletti, i quali sentenziano che se al sud si ricorre all'aborto terapeutico meno che al nord è perché al nord le mamme sono più colte e sono libere da quella mentalità cattolica che impone loro di “portare la croce” di un figlio disabile. Quindi anche in questo caso la questione di scottante attualità posta da Telesbatto ha trovato soluzione: bisogna studiare per non avere figli. Le mamme del sud, additate più o meno come delle ignoranti bigotte perché si ostinano a non far ammazzare i figli malati prima che nascano, iniziano una seria riflessione e dichiarano ai microfoni di Telesbatto: “Grunt! Pure senza l'istruzzione, ci tenimmo o' guaglione!”. Assunta, casalinga di Nocera Inferiore, spegne Beautiful ed aggiunge “Nell'attuale temperie socioculturale, caratterizzata da una marcata propensione all'individualismo dai connotati più esasperati e ad un imperante relativismo etico, è imprescindibile maturare una consapevolezza della dicotomia, quando non antinomia, intercorrente tra l'espressione della donna quale figura attiva in un contesto extrafamiliare in convulso mutamento e la ridefinizione della maternità quale work in progress nell'esperienza occidentale”. Ammutoliamo. Dinanzi all'avverarsi delle domande profetiche, la redazione non ha potuto sottrarsi al richiamo della Storia: Telesbatto tornerà in onda. Non subito: tra un po'. Per adesso, godiamoci la Repubblica.
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