BOLOGNA


-BIOS-
Movimento per la vita


Abortività della pillola:
chi l'avrebbe mai detto?


Relatore
Dott. Vittorio Baldini

Dott. in farmacia


04-05-06


ABORTIVITA' DELLA PILLOLA: CHI L'AVREBBE MAI DETTO?

- Può avvenire inavvertitamente un'ovulazione?

Scusa ma che domanda è, mica viene percepita!
Non c'è certo bisogno di una laurea in medicina per capire che si tratta di un evento spontaneo che si ripete ciclicamente durante l'età fertile di ogni donna.
Quindi come avviene per tante altre funzioni fisiologiche, anche l'ovulazione ovviamente non viene avvertita.
- Ma la domanda è un'altra, stai attento: può avvenire un'ovulazione durante la somministrazione della pillola?
Bè, chi ha mai pensato a questo? Se si assume un contraccettivo non dovrebbe capitare.
Penso che in questo campo la ricerca e lo sviluppo di nuovi e sofisticati prodotti sia riuscita ad ottenere dei buoni risultati.
E anche dovesse scappare un'ovulazione, che ti devo rispondere? Salute!
Buon segno intendo dire, significa che la natura ogni tanto vuol fare il suo corso… “ ovaia sana in corpore sano ”!
Anche se curiosamente debbo ammettere che oggi più che mai l'ovulazione, insieme alle gravi malattie, alle epidemie e alle catastrofi naturali, rientra in quella serie di imprevisti da scongiurare a tutti i costi .
Dovremmo tuttavia stare tranquilli, si è investito abbastanza su questo fronte, non credi? Nel 2000 infatti, secondo i dati IMS HEALTH, in tutta Italia sono state vendute 30.237.831 confezioni di pillole anticoncezionali.
Curiosa quest'ultima domanda ti pare? E' emerso qualche dubbio che finora non ti ha mai sfiorato? Allora continua a leggere ciò che segue.

UNA STORIA BREVE

Prova allora a immaginare questa sequenza di eventi: un'ovulazione imprevista e impercettibile a cui segue l'incontro con una folta schiera di centinaia di migliaia di spermatozoi scodinzolanti che si trovano nei paraggi….
Il seguito del racconto penso sia scontato per chiunque possegga un'infarinatura di nozioni elementari di biologia dello sviluppo.
Due gameti, uno contenente l'identità della mamma e l'altro quella del papà; per sopravvivere necessitano l'uno dell'altro: infatti osserviamo che cominciano ad attrarsi, fino a unirsi e a fondersi.
E' ancora un mistero per la scienza capire quale tra tanti gameti maschili (…e perché proprio quello!) sia il prescelto abile protagonista di quel “feeling” eccezionale da cui ha inizio l'esistenza individuale di ogni essere umano.
Ebbene, come sempre succede quando troppo ci si dilunga nell'ammirare l'inspiegabile, ecco che intanto nel racconto lasciato a metà è accaduto qualcosa di nuovo …. ecco un nuovo piccolo!
Ecco che, come è successo per ognuno di noi in quel meraviglioso primissimo istante, partendo dallo stadio di uomo-a-una-cellula questo microscopico prodigio comincia a moltiplicare velocemente le proprie cellule sviluppandosi gradualmente e armonicamente senza sosta.
Siamo intorno all'ottavo giorno dal suo concepimento (nell'ordine di qualche milione di cellule! ) ed eccolo intento a cercare accoglienza nel grembo materno ove trova il nutrimento necessario per proseguire la propria crescita.
Salvo imprevisti, dovrebbe procedere tutto regolarmente… ma aimè, osserviamo che qualcosa non è andata per il verso giusto!
In quest'ultima delicata fase viene purtroppo eliminato.
Breve e sfortunata storia la sua, nascosta agli occhi di tutti noi.
Ma cosa è successo? Cosa ha reso impossibile il naturale corso degli eventi?
Molto probabilmente chi lo ospita sta assumendo una delle tante comuni pillole “contraccettive”.
Infatti uno degli effetti meno noti alle consumatrici di tali prodotti e meno ricordato dai medici prescrittori è quello dell' abortività sul concepito.

MECCANISMO D'AZIONE DEI CONTRACCETTIVI ORMONALI

Le pillole , come i sistemi a rilascio continuo tipo i cerotti e gli anelli vaginali , contengono un'associazione di due componenti ormonali: un estrogeno (quasi sempre l'etinilestradiolo) e un progestinico analogo al progesterone per somiglianza strutturale e azione. Questa associazione opportunamente dosata, è in grado di mimare gli ormoni femminili naturalmente prodotti nella donna e indurre così modificazioni nella funzionalità dell'apparato genitale femminile.
Tra le modificazioni preponderanti nelle somministrazioni “contraccettive” vi è la quiescenza ( = riposo) delle ovaie: viene in sostanza bloccata l'ovulazione .
L'ovulazione, come tutti ben sapranno, avviene nella norma al 14° giorno del ciclo ovarico e consiste nell'espulsione di un ovocita (o ovulo) dal follicolo maturo presente nell'ovaio femminile.
Il blocco ovulatorio esercitato dalla pillola è detto propriamente contraccettivo perché impedendo l'espulsione dell'ovulo dall'ovaio femminile riesce così a scongiurare l'incontro, la fecondazione e la fusione dell'ovulo stesso con uno spermatozoo maschile.
La pillola in questo caso riesce a opporsi ( anti ) al concepimento di un figlio ( concezionale ).
Ma se il blocco dell'ovulazione durante l'assunzione di un contraccettivo non fosse totalmente garantito?
Se nonostante l'assunzione della pillola, ogni “x” cicli avvenisse una “fuga ovulatoria” non controllata dal contraccettivo , allora il problema è scongiurare l'incontro con gli spermatozoi una volta che l'ovulo espulso si trova lungo le tube di Falloppio.
Altri fattori possono intervenire per opporsi a questo incontro, quali la presenza di muco “barriera” a livello della cervice uterina in grado di impedire parzialmente la risalita degli spermatozoi.
Tuttavia tenendo conto di questi ostacoli che gli spermatozoi incontrano durante la loro risalita, la fecondazione di un ovulo normalmente avviene in natura almeno una volta ogni quattro ovulazioni.
E se il blocco dell'ovulazione esercitato dalla pillola non è totale, seguono inevitabilmente delle fecondazioni.
Alla luce dei dati offerti da alcuni studi approfonditi, in caso di assunzione “regolare” della pillola,
possono verificarsi 6,48 ovulazioni ogni 200 cicli di assunzione. (2)
E' stato calcolato inoltre che ogni 200 cicli di assunzione della pillola avvengono mediamente 1,55 fecondazioni. (3)
E' evidente allora che l'assunzione di una pillola non garantisce totalmente il “blocco ovulatorio”.
E tanto più la pillola è “leggera”, più frequente sarà la “fuga ovulatoria” e quindi le fecondazioni che ne conseguono.
Dunque di fronte ad un eventuale embrione formatosi, come impedire la prosecuzione della gravidanza? Semplice,
eliminando l'embrione
.
Questa eliminazione di embrioni umani è un effetto garantito dalla componente progestinica contenuta nella pillola.
Infatti le modificazioni causate dal progestinico della pillola assunta giornalmente avvengono:

  • a livello delle tube di Falloppio impedendo la motilità delle cellule epiteliari e quindi la discesa dell'embrione concepito fino al raggiungimento dell'endometrio uterino materno ove avviene il suo annidamento.
    .
  • a livello dell'endometrio uterino, cioè la mucosa dell'utero materno ove avviene l'impianto e la prosecuzione dello sviluppo e della crescita del concepito. A questo livello il progestinico della pillola è in grado di ridurre la moltiplicazione cellulare, sfaldare la mucosa uterina e indurla ad aspetto edematoso ed ostile all'annidamento dell'embrione stesso.

.Entrambi questi effetti propriamente detti “ antinidatori ” provocano la morte dell'embrione .
Sulla base di alcuni calcoli complessi, questa eliminazione embrionale avviene in ogni donna che contrae rapporti:

- una volta ogni dieci anni di utilizzo della pillola. (4)

- una volta ogni cinque anni invece nel caso di utilizzo della minipillola contenente solamente la componente progestinica. (5)

Il tutto ovviamente senza la consapevolezza delle consumatrici .

 

BREVE RIEPILOGO

A conferma di tali evidenze, alcune precedenti edizioni di testi di farmacologia già accennavano la possibilità che nella pillola potessero subentrare altri meccanismi d'azione volti ad eliminare eventuali embrioni umani. Le stesse modalità con cui agisce la pillola “del giorno dopo” e la spirale. (6)

Ricapitolando dunque, la “pillola anticoncezionale” è in grado di svolgere conteporaneamente:

1) azione CONTRACCETTIVA: blocco dell'ovulazione – mancato incontro dell'ovocita con lo spermatozoo

2) azione OCCISIVA: ovulazione - fecondazione dell'ovulo – formazione dell'embrione – effetto antinidatorio – morte dell'embrione.

Proprio per questo l'azione antinidatoria è definita anche “ abortiva ” nei confronti del concepito.
Infatti nel linguaggio medico qualunque strumento, chimico o chirurgico avente finalità occisiva in sede uterina, viene da sempre definito ABORTIVO.
Più propriamente siamo nell'ambito dei cripto-aborti (kryptòs = nascosto). Nozioni semplici e ovvie come queste sono spesso ribaltate da potenti e astute manipolazioni linguistiche mirate a creare confusione su queste tematiche.

Vediamone alcune.

 

LE STRATEGIE INGANNEVOLI

In occasione dell'immissione in commercio di tali prodotti vengono promosse campagne contrassegnate dal ricorso a termini fuorvianti , ripetutamente utilizzati al fine di occultare il termine “embrione umano” da sempre impiegato dalla biologia ufficiale, ma tuttavia scomodo da menzionare in questi casi.

Quindi negli studi finalizzati a promuovere fecondazioni artificiali, selezioni e sperimentazioni su embrioni umani ecco comparire il " pre-embrione " e “l' ootide ", nella clonazione di embrioni è stato elaborato il termine “ ovulo ricombinato ”, per poi ridurre l'embrione umano a semplice “ ovulo ” o “ ovulo fecondato “ * (quando ovulo più non è!) nelle metodiche “contraccettive” tradizionali (pillola) e di emergenza (pillola del giorno dopo).

E si badi bene, sono tutti termini assenti nei comuni manuali scientifici di biologia dello sviluppo!

Un'altra strategia per indurre all'errore il pubblico meno avveduto è quella di proporre un nuovo concetto di gravidanza : cioè questa inizierebbe appena l'embrione ha terminato il suo processo di annidamento (intorno al 14° giorno).

Che inizi una gravidanza solo al 14° giorno dalla fecondazione è falso, perchè se l'annidamento è la condizione indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo dell'embrione, esso ha per soggetto un essere già costituito: lo stesso embrione-individuo è la causa determinante dell'impianto, e non è l'effetto dell'impianto.

Inoltre, vi è un vero e proprio scambio finissimo di informazioni che avviene tra embrione e mucosa uterina attraverso appositi mediatori chimici sin dai primi tratti percorsi dall'embrione. Tale scambio di sostanze predisporrebbe la mucosa uterina a favorire l'annidamento dell'embrione concepito. (7)

Ebbene, non è anche questa una precocissima forma di relazione tra madre e figlio?

Anche secondo una concezione organicista dell'essere umano tutto ciò trova conferma. Stando a questa visione, certe funzioni vitali, quali la capacità di pensare, comunicare, le funzioni vegetative che regolano i processi fisiologici responsabili della nostra sopravvivenza, sono presiedute dalle connessioni tra neuroni, dalle comunicazioni tra cellule di varia natura e ambiente esterno effettuate da appositi mediatori chimici.

Nel caso dell'embrione umano tale forma originale di relazione con l'organismo materno è finalizzata al suo annidamento e alla sua sopravvivenza.

Chiariti questi concetti fondamentali, ecco dunque le definizioni corrette di “Gravidanza” presenti nei principali dizionari della lingua italiana che smentiscono le interpretazioni dei promotori di tali strumenti criptoabortivi:

Grande dizionario italiano dell'uso della lingua italiana, diretto da Tullio De Mauro, UTET 1999 - “Condizione in cui si trova la donna o la femmina di un mammifero dal momento della fecondazione sino al parto”

Garzanti, Dizionario della lingua italiana – “ Condizione biologica in cui si trova la donna dal giorno del concepimento fino al parto”.

Palazzi-Folena, Dizionario della lingua italiana, Loescher 1992 - “ Condizione in cui si trova la donna e ogni altra femmina di mammiferi dal momento della fecondazione al parto”.

Zingarelli, Dizionario della lingua italiana, Zanichelli 1994 – “ Periodo necessario allo sviluppo completo del feto, dal concepimento al parto”.

Battaglia, Grande Dizionario della lingua italiana, Utet, vol.VI (1970) - “ Nei mammiferi, lo stato fisiologico della femmina, in particolare della donna, che porta nel suo organismo uno o più ovuli fecondati in via di sviluppo”.

Enciclopedia Medica Italiana (Sansoni ed.scientifiche) G.Tesauro - “ E' lo stato in cui si trova la donna che reca nel suo seno uno o più prodotti del concepimento in via di sviluppo..., secondo la definizione in gravidanza, da considerarsi interrotta con l'arresto dello sviluppo dell'uovo con la morte del feto, si deve ritenere iniziata dal momento in cui nell'uovo maturo, liberato dal follicolo, penetra uno spermatozoo”.

E' evidente, come è accaduto in questo caso, che la manipolazione dei concetti e il ribaltamento del loro significato corretto è sufficiente per placare questioni scomode e imbarazzanti da trattare.

 

UNO SGUARDO SULL'EMBRIONE

 

Dalle osservazioni che la biologia dello sviluppo offre ci accorgiamo che non appena la testa dello spermatozoo entra nella cellula-uovo, siamo in presenza di una nuova cellula, che si comporta in modo totalmente diverso, dal punto di vista chimico ed elettrico, dalle due cellule precedenti (ovulo e spermatozoo). Siamo in presenza di un nuovo organismo vivente, e siccome le cellule da cui siamo partiti sono cellule di specie umana, questo nuovo organismo vivente è anch'esso di specie umana. Da un maschio e una femmina di specie umana è sempre venuto fuori un figlio o una figlia di specie umana!

Quindi l'embrione umano è un individuo umano.

Se il processo di fecondazione tra spermatozoo e ovulo non desse origine a un nuovo organismo vivente, non potremmo più parlare né di sviluppo, né di accrescimento. Infatti lo sviluppo e l'accrescimento suppongono che il soggetto in sviluppo sia lo stesso all'inizio, durante e alla fine dello sviluppo.

Quindi qualunque individuo umano (io, tu, ognuno di noi), è partito dallo stadio di quella personalissima  prima cellula detta “zigote” o “embrione a una cellula” e attraverso il piano di sviluppo guidato dal proprio genoma si è accresciuto gradualmente e armonicamente senza salti qualitativi improvvisi, arrivando così in ultimo alle forme e sembianze a noi più familiari.

Dunque io, tu, ognuno di noi non può fare altro che riconoscere di essere stato un embrione durante le primissime fasi dell'esistenza.

Ne consegue che se qualcuno dall'esterno riuscisse a impedire a questa piccola creatura ciò che la natura le riserva, violerebbe l'esistenza di un suo simile.

A conferma di questa evidenza scientifica incontrovertibile, il Consiglio d'Europa nella RACCOMANDAZIONE N. 1100 del 1989 si esprime in questi termini: «[...] l'embrione umano, pur sviluppandosi in fasi successive indicate con definizioni differenti (zigote, morula, blastula, embrione pre-impianto, embrione, feto) manifesta comunque una differenziazione progressiva del suo organismo, e tuttavia mantiene continuamente la propria identità biologica e genetica…fin dalla fecondazione dell'ovulo la vita umana si sviluppa in modo continuo, sicché non si possono fare distinzioni durante le prime fasi del suo sviluppo e si rivela quindi necessaria una definizione dello statuto biologico dell'embrione umano».E il testo maggiormente utilizzato negli U.S.A. per lo studio della biologia dello sviluppo umano conclude : “C'è un unico continuo processo dalla fertilizzazione allo sviluppo embrionale e fetale, alla crescita postnatale, alla senescenza fino alla morte ”

(Scott F. Gilbert, Developmental Biology -testo d , Sinauer, Sunderland MA, 2002, cap.7 – la versione italiana è della Zanichelli).
Nonostante queste evidenze qualcuno ha lucidamente notato che l'inizio dell'individualità umana << varia in funzione delle esigenze altrui>> : sarà posta al 14°giorno dal concepimento se vogliamo fare esperimenti scientifici o abortire embrioni con metodiche “contraccettive”.

Al quarto mese se vogliamo abortire liberamente secondo legge italiana n.194/78.

Solo al momento della nascita se vogliamo evitarci la pena di un bambino malato.

 

LA VALUTAZIONE MORALE

Abbiamo dunque visto che il termine “ contraccettivo ” risulta improprio e scorretto nella classificazione di questi prodotti.
Infatti l'azione di un contraccettivo, sinonimo di anticoncezionale , dovrebbe riferirsi a qualcosa in grado di opporsi al processo del concepimento di un essere umano.
Invece siamo di fronte a meccanismi d'azione che entrano in gioco in caso di fallimento del blocco ovulatorio contraccettivo.
Tali modalità sono mirate a ostacolare la prosecuzione di una gravidanza in una fase successiva al concepimento.

Dunque a embrione formato.

Certamente tale evenienza non viene considerata perché non viene avvertita da chi assume il prodotto.
Del resto il dolce termine “pillola” contribuisce a banalizzare l'assunzione e gli effetti che è in grado di provocare.
Analogamente riconosco che è difficile accorgersi di pestare formiche mentre si cammina in un prato e può sembrare assurdo farsene uno scrupolo.
Ma lo stesso può dirsi nel caso di embrioni umani?
Quasi sicuramente buona parte del pubblico delle consumatrici non sono a conoscenza di questi effetti a carico del concepito e spesso non trovano un supporto culturale appropriato per soffermarsi a riflettere.
Quindi non si può certo dire che l'eliminazione di embrioni umani sia un effetto intenzionalmente desiderato da parte di chi ricorre a metodiche contraccettive.
Ma una corretta informazione sull'argomento manca sin dal primo approccio con l'educatore e/o il ginecologo prescrittore. Questo va riconosciuto.
Convengo pure che l'eliminazione di embrioni umani può essere un'evenienza che si verifica pure in natura.
Ma un conto è assistere ad un evento accidentale, un conto è mettere in preventivo di generarlo con la pillola.
Un conto è assistere ad una slavina accidentale che travolge un gruppo di persone di passaggio, un conto è provocarla con una divertente sciata fuoripista.
La colposità andrebbe attribuita a chi irresponsabilmente ha generato questo evento.
Ma in questo caso ripeto, il dato dell'abortività della pillola continua ad essere nascosto da varie parti a chi ne fa uso.
Spesso la commercializzazione di tali prodotti viene promossa con l'intenzione di prevenire gravidanze indesiderate e conseguentemente l'aborto chirurgico.
Ma alla luce dell'occisività dei contraccettivi offerta dagli studi finora citati, siamo di fronte ad una reale prevenzione o a un occultamento dell'aborto?
Purtroppo con la facile reperibilità di tali prodotti in farmacia il dato è ormai fuori controllo.

CONCLUSIONI

Con l'uso della pillola la donna può stabilire in quale periodo rimuovere la propria fertilità.
Come se questa costituisse una condizione di disagio da sospendere e ripristinare a piacimento.
E' questa la grande “rivoluzione” operata negli anni ‘60 con la scoperta e l'immissione in commercio della pillola.
Ma vediamo che, nonostante l'ingegno umano si sforzi di intervenire per modificare e posticipare la fecondità femminile, l'indesiderato concepimento umano avviene ugualmente, pur rimanendo questo confinato a livello microscopico e nascosto all'attenzione dell'intera società.
Quasi che la natura volesse, pure in questi frangenti, continuare a opporre le sue brevi e silenziose risposte agli impedimenti posti dall'artificiosità umana.
Probabilmente si tratta di piccoli segni riservati ai più attenti, ai più prudenti osservatori.
Per ribadire che, nonostante gli ostacoli posti dall'uomo, generazione e atto generativo continuano tuttora a rimanere per loro natura inscindibili.
Per questo, mi azzardo a concludere, che non è un caso che la mentalità contraccettiva e quella abortiva siano così strettamente connesse: il rifiuto netto dell'arrivo di un'eventuale vita chiude gli occhi della coscienza di fronte alle conseguenze mortali che la pillola riserva al concepito; e apre, in caso di fallimento del metodo contraccettivo, al tragico “rimedio” dell'aborto.

Vittorio Baldini,

dottore in Farmacia.

Un ringraziamento affettuoso a Giorgio Maria Carbone per gli spunti e l'approfondimento delle tematiche riguardanti l'embrione umano.

 

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

- Giorgio Maria Carbone, L'embrione umano: qualcosa o qualcuno? , ESD Bologna 2005

- Maria Luisa Di Petro - Roberta Minacori, “ Sull'abortività della pillola estroprogestinica e di altri “contraccettivi ”, Medicina e Morale n.5, 1996

- Angelo Francesco Filardo, La fecondità umana , Centro Amore e Vita – Foligno

STUDI DI RIFERIMENTO

Ulstein M., Myklebust R., Ultrastructure of cervical mucus and sperm penetration during use of a triphasic oral contraceptive, Acta Obstet.Gynecol.Scand. 1982, 105: 45-49.

2]Killick S.R., Ovarian follicles during oral contraceptive cycles: their potentail for ovulation . Fertil. Steril. 1989. 52(4): 580-582; Grimes A.D., Godwin A.J., Rubin A. et al., Ovulation and follicular development associated with three low-dose oral contraceptives: a randomized controlled trial , Obstet. Gynecol. 1994, 1:29-34.

3] Rice-Wray E., Courreu S., Gorodovsky J. Et al., Return of ovulation after discontinuance of oral contraceptives . in Fertil.Steril. 1967, 18: 212-218.

4] Bayle B., L'activité antinidatoire des contraceptifs oraux , in Contracept. Fertil. Steril. 1994, 22(6): 391-395.

5] Moghissi K.S. Marks C., Effects of microdose norgestrel on endogenous gonadotropic and steroid hormones, cervical mucus properties, vaginal cytology, and endometrium. Fertil. Steril. 1971, 22(7): 24-34 e Chitlange S.M., Shah R.S., Hazari K.T. et al., Ultrasonographic monitorino of ovarian follicles in women using norethisterone for contraception. Int. J.Gynecol.Obstet.1996, 53: 31-34.

6] <<Date le molteplici azioni degli estrogeni e dei progestinici sull'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio durante il ciclo mestruale, sono probabilmente numerosi gli effetti che contribuiscono al blocco dell'ovulazione…… Oltre alla prevenzione dell'ovulazione, ci sono altri effetti sospettati di contribuire alla straordinaria efficacia dei contraccettivi orali. Il trasporto nelle tube dell'ovulo fecondato * e l'appropriato sviluppo dell'endometrio per l'impianto devono avvenire in maniera coordinata e si potrebbe ragionevolmente aspettare che i contraccettivi orali alterino entrambi questi eventi…… E' tuttavia difficile definire i contributi di questi effetti poichè gli stessi farmaci bloccano così efficacemente l'ovulazione>> ( dal testo Goodman&Gilman - “Le Basi Farmacologiche Della Terapia”, nona edizione, 1997 pag.1393-1394).

7] J.A.Hill, Maternal-Embryonic Cross-Talk, in C.Bulletti, D.De Ziegler, S.Guller, M.Levitz (eds), Fertility and Reproduction: The oocyte, the embryo and the uterus, Annals of the New York Academy of Sciences 2001, 943: 17