BOLOGNA


ROBE DA BIOS

PREFERENZA NASCITA

LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

SULL'APPLICAZIONE DELLA 194....

UN "TRENO" PROGETTATO MALE!!






28 - 03- 2008


Le linee guida del Ministero della salute per un'Intesa Stato-Regioni sull'applicazione della legge 194 sono state divulgate il 18 febbraio scorso e Federvita  Emilia Romagna le ha lette ed analizzate subito, con cura ed estrema preoccupazione perché nel lungo elenco ministeriale che svolge i sei punti del programma non trova posto quella tutela della maternità che dovrebbe esserne l'oggetto principale.

In sostanza è come se venisse posto in cantiere il varo di un treno superveloce che non prevede fermate, già accessoriato di tutte le opzioni tecniche e  scientifiche più all'avanguardia, con il massimo di personale pronto all'operatività immediata pro-aborto. Invece il treno che dovrebbe partire con diritto di precedenza a tutti gli scambi, con agevolazioni tariffarie, carrozza ristorante, seduta comoda, posto per i bagagli e prenotazione facilitata dovrebbe essere – lo dice la legge! - quello che porta scritto: PREFERENZA NASCITA

  Ora, per restare in metafora, da trent'anni questo treno parte raramente, spesso da oscure stazioncine, il personale che vi opera è scarso nonostante sia molto motivato, vi si sale anche in corsa - va piano e qualcuno disposto a tirarti su lo trovi sempre - è alimentato da fuochisti volontari con carbone racimolato a fatica, grattando il fondo di vecchi depositi (perciò i volontari pro life si sentono molto carbonari).
100 mila bambini nati in trent'anni grazie ai Centri di Accoglienza alla vita, milioni di telefonate a SOS Vita, centinaia di case di accoglienza non sono fantasie, ma risposte concrete a chiamate di aiuto. Risposte - di persone normali, con occhi per vedere e orecchi per sentire - a domande sempre più spesso veicolate da personale sanitario, ospedaliero e dei consultori pubblici o dei servizi sociali.  

In Emilia Romagna il ripensamento della legge parte da ambienti insospettabili (chi vi opera resta non obiettore e pro-choice) e all'inizio del 2000 porta a due esperienze di collaborazione col volontariato pro-life: Forlì e Carpi, eccellenze dove a ciascuno è dato mantenere i propri valori, mentre il terreno comune è rappresentato dal desiderio di perseguire l'obiettivo: aiutare a scegliere la nascita. Ma altre decine di collaborazioni sia formali che non, in questi anni si sono consolidate su tutto il territorio regionale (Mirandola, Rimini, Formigine, Bologna, Parma.), con un interessamento che investe anche le amministrazioni locali. E' recente la notizia della delibera di alcuni Consigli Comunali (primi Faenza e Ravenna) di offrire un gettone di presenza per un aiuto concreto alle maternità difficili,  finanziando un Progetto Gemma. Conoscere la necessità contribuisce ad aumentare la sensibilità anche politica, oltre che sociale (diverse associazioni, come i Lions', hanno collaborato a progetti di aiuto).

Ed ecco che in Consiglio regionale, dall'area di appartenenza del Ministro, arriva la proposta di allargare a tutta la Regione l'esperienza di Forlì, dove è capovolta la situazione odierna che vede la sanitarizzazione della gravidanza (è l'assistente sociale del consultorio pubblico che accoglie, presta ascolto e comprensione dei motivi della richiesta di interruzione).  Senza nessuna lesione alla libertà della donna: un percorso di chiarezza e nel rispetto di una legge, che dichiara la tutela della maternità prima del diritto all'aborto. Un percorso che in un anno ha aiutato alla scelta per la nascita il 10% delle donne, con il contributo determinate e formale dei volontari per la vita.

Un percorso che sulla Regione significherebbe permettere a 1000 bambini di nascere, in un solo anno, un percorso che non si vorrebbe messo in crisi dall'introduzione di quelle linee guida rispedite al mittente a livello nazionale.                                                                                                       
                                    

Federvita Emilia Romagna - marzo 2008                                                                                           


Documenti consultabili:

- l'accordo predisposto dal Ministro Turco

- operazione di smontaggio a cura di Federvita Emilia Romagna

- pubblicizzazione dell'accordo e relativo documento critico attraverso la stampa

- e contemporaneamente contatto con la realtà pro-life della Regione  (Ass. Papa giovanni XXIII, Ass Sci&VI locali..) il direttivo del Movimento , esponenti politici e media nazionali attraverso il materiale succitato ed un documento riassuntivo





         
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