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Aborto facile… vai in farmacia! Agli inizi del 2006 un ragazzo ha un rapporto sessuale non protetto con una sua amica, a sentir lui più esperta in tutto. Due settimane dopo il rapporto lei lo chiama dicendogli che ha saltato il ciclo e non le sono venute le mestruazioni. Lui non ci capisce nulla e non sa cosa fare. Le dice di venire subito a casa sua ed insieme vanno dal farmacista sotto casa. Se ne vogliono ovviamente sbarazzare o meglio, vogliono risolvere a tutti i costi il problema. Lui ha faccia tosta da vendere e guardando negli occhi la farmacia le offre soldi in cambio di una soluzione veloce ed efficace. Entrambi si fidano della farmacista anche perché non s'intendono di queste cose. La farmacista fa vedere alla ragazza un farmaco e lei dice che va bene (ma lo conosceva già? Non penso). Lui paga 40 euro e dice alla farmacista di tenere il resto. Che cosa ha acquistato in farmacia il ragazzo? Una bella domanda che nasconde una macabra risposta. Il farmaco in questione è il MISODEX (della Pfizer) oppure il CYTOTEC (della Pharmacia Italia s.p.a.), sconosciuto per la maggior parte della gente. Per spiegare il suo funzionamento bisogna aprire una parentesi sulla RU-486, ovvero la famosa pillola abortiva del mese dopo. Questa pillola in sperimentazione in Italia viene somministrata in ospedale in due momenti diversi: la prima pillola serve per staccare il bambino dalle pareti dell'utero materno, la seconda pillola serve per provocare le contrazioni ed espellere il bambino. Ma qual è invece il funzionamento del MISODEX o del CYTOTEC? Preso in dosi specifiche serve per curare la gastrite allo stomaco, ma preso in forti quantità per via orale, se non addirittura introdotto in utero, provoca gli spasmi e le contrazioni che simulano il parto di un bambino. In parole semplici, simula il funzionamento della seconda pillola della RU-486. Ora, quanto è pericoloso l'uso di un farmaco per un motivo per cui non è stato sperimentato? Non sono un medico, ma il buon senso mi dice che è molto pericoloso e in gioco c'è la propria vita. Con che responsabilità quella farmacista ha venduto tale farmaco alla ragazza che ovviamente è stata lasciata sola durante l'aborto? Questo farmaco per le gastriti non prevede il distacco del bambino dall'utero ma provoca solo le contrazioni. Ma allora che rischio ha corso la ragazza? Elevatissimo. Il farmacista ha giocato irresponsabilmente con la salute di un'altra persona. Ma se questo farmaco preso in certe dosi è abortivo, perché non lo usano tutti? Perché non serve a quello. Anche il cucchiaio e la pompa da bicicletta venivano usati negli anni '70 dalla Radicale Emma Bonino, ma questo non vuol dire che il loro funzionamento fosse “attrezzatura per aborti casalinghi”.
Mentre scrivo queste parole, al Sant'Anna di Torino la sperimentazione viene sospesa perché molti aborti sono avvenuti fuori dagli ospedali. Da “Avvenire” del 5-10-06: “I l Comitato etico dell'ospedale - presieduto da Mario Valpreda, assessore regionale alla sanità di Rifondazione Comunista - aveva espresso parere negativo sulla sperimentazione perché molti aborti erano avvenuti al di fuori della struttura sanitaria, in violazione del protocollo stabilito e della legge 194 sull'aborto.”
Robe da Bios Abortività della pillola |