LEGGE 194 IN EMILIA ROMAGNA : I DATI DI UN FALLIMENTO
Una ricerca in corso presso un importante ospedale dell'Emilia Romagna sta cercando di studiare il tema della prevenzione dell'aborto tramite interviste a mamme che avevano appena abortito all'interno dell'ospedale.
La prima parte del lavoro, già pubblicata come tesi pochi mesi fa, contiene i risultati di 507 interviste a donne nell'arco di quasi un anno. Il quadro che emerge è davvero desolante, ma forse per la prima volta ci sono dei dati oggettivi sulla (non) applicazione della parte preventiva della Legge 194. Citiamo i dati più significativi:
- per il 57% delle donne il medico che ha rilasciato il certificato per abortire non ha proposto dei percorsi alternativi all'aborto come previsto dall'art. 5 della 194
- il 59% delle donne non sapeva dell'esistenza dei servizi socio-sanitari che tutelano la maternità
- il 41% non sapeva che è possibile partorire nell'anonimato
- il 49% non sapeva che è possibile richiedere un affido temporaneo dopo la nascita
- queste percentuali non cambiano in modo significativo a seconda di chi ha rilasciato il certificato (consultorio, ginecologo privato o altro medico)
Eppure queste sono tutte informazioni che il medico che rilascia il certificato deve obbligatoriamente dare ad ogni donna che viene per chiedere l'aborto.
Nello stesso tempo per il 61% delle donne i problemi che le hanno condotte ad abortire non rappresentavano un serio pericolo per la loro salute psichica o fisica nella prosecuzione della gravidanza. Dunque in tutti questi casi l'aborto è avvenuto in palese violazione della Legge 194, che invece all'art. 4 dice che l'IVG può avvenire per cause “per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua (della donna) salute fisica o psichica”
Emerge qui la sistematica violazione dei 2 articoli centrali (il 4 e il 5) della Legge 194 e quindi dello spirito e della lettera della legge stessa. Emerge inoltre il fallimento del Consultorio come luogo della prevenzione dell'aborto.
Questo rapporto è stato consegnato anche alla commissione di indagine sull'applicazione della 194, ma probabilmente per disattenzione non è stato preso in esame.
Eppure un dato più chiaro di così..
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