Al Governatore Vasco Errani
I Movimenti per la vita, i Centri di aiuto, i Servizi di accoglienza della regione Emilia Romagna, riuniti in assemblea semestrale ordinaria il giorno 5 ottobre us,
desiderano esprimere
la propria soddisfazione per le parole espresse in premessa alla deliberazione n. 175 “PIANO SOCIALE E SANITARIO 2008-2010” , con le quali si dà risalto ad alcuni principi fondamentali che anche la nostra Federazione ritiene irrinunciabili e che hanno costituito il leit-motiv della nostra attività di questi anni.
In particolare “l'idea di un patto da proporre alla società regionale per la qualità dei servizi, per sostenere le famiglie, rafforzare fiducia e sicurezza” è un'importante porta che si apre per la costituzione di una “rete integrata“ con al “centro la persona” - nascituro compreso - rete per il cui sviluppo, già da tempo, facciamo confluire le nostre energie .
La nostra speranza è che queste energie divengano sinergie , nel rispetto dei ruoli e in un contesto integrato di forze sociali all'interno del quale tutte le parti, confrontandosi positivamente sui problemi, perseguano costantemente e obiettivamente il fine del bene comune.
Nella nostra esperienza, il sostegno alla genitorialità e l'aiuto alla famiglia sono ricchezza per la società intera e la possibilità di avvalersi della collaborazione delle associazioni di volontariato, per la realizzazione dei piani socio-assistenziali, favorisce l'efficacia dell'attività di quanti operano al fine di dare piena consapevolezza alla donna "di tutte le opportunità di intervento possibili” perché la sua libertà non sia diretta solo alla negatività di un aborto, bensì alla positività di realizzare il suo diritto alla maternità.
Pur continuando a ritenere la legge 194 “una legge integralmente iniqua” , come ebbe a dire Giorgio La Pira, non possiamo non rilevare che i risultati ottenuti dall' esperienza pilota di Forlì, nella quale enti, istituzioni e associazioni di volontariato in sinergia offrono aiuto e sostegno per poter far vivere con serenità la gravidanza, sono di conforto a questa tesi e trovano conferma nelle testimonianze di mamme che hanno meditato sulle opportunità presentate, scegliendo poi di dare alla luce il loro bambino.
L'assemblea dichiara, altresì, la disponibilità concreta dei propri operatori a collaborare con tutti i soggetti coinvolti, augurandosi che non si verifichino più in futuro situazioni in cui la donna sia quasi indotta
a praticare l'IVG perché non informata sulle reali possibilità di aiuto e non sostenuta nella
sua solitudine contrariamente a quanto espresso dalla stessa Legge 194 che “riconosce il
valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio".(art.1)
Bologna 5 ottobre 2008