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“La 194 è una buona legge”.

Quando i cattolici diventano abortisti


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05 - 12 - 2007


“La 194 è una buona legge”.

Quando i cattolici diventano abortisti

“La 194 è una buona legge, una delle migliori al mondo”. A dirlo non è il Ministro della salute Livia Turco, o la radicale Emma Bonino, o qualche figura storica del femminismo italiano. La frase è invece di Assuntina Morresi, cattolica, legata a Comunione e Liberazione, da anni impegnata meritoriamente sul fronte del diritto alla vita.

L'articolo è apparso il 29 novembre sul numero 48 della settimanale cattolico Tempi , e reca un titolo che non lascia spazio all'immaginazione: “Salvate la 194 dagli abortisti”. Dal che se ne ricava che la legge vigente in Italia è antiaborista (testuale nell'articolo) e che per difendere la vita nascente bisogna difendere la legge 194 e applicarla meglio. Non solo: chi si oppone alla legge è liquidato come “fondamentalista”. Secondo la Morresi – che è fra l'altro membro del Comitato Nazionale per la Bioetica – la legge varata nel 1978 deve restare, perché ha il merito di aver eliminato la piaga dell'aborto clandestino.

Due settimane fa, sempre Tempi aveva pubblicato un'intervista alla ginecologa cattolica Patrizia Vergani, la quale difendeva la legge 194. Ora la rivista rilancia con maggiore energia, confermando le tesi della Vergani e anzi spingendosi molto più in là.

Verità e vita non può che esprimere il suo sconcerto e il suo totale dissenso di fronte alle tesi evidentemente abortiste della Morresi. La quale scrive di essere contro l'aborto, ma di volere la legge che lo consente. Si tratta della classica posizione sempre sostenuta dalla quasi totalità del fronte abortista, contro la quale il Movimento per la vita e la Chiesa italiana si batterono – uscendo sconfitti – negli anni Settanta. Basta sfogliare anche distrattamente la Evangelium Vitae per accorgersi che la condanna delle leggi abortiste è rimasta totale e senza appello.

Verità e Vita constata che, evidentemente, il processo di degenerazione di una parte del mondo pro life sembra essere giunto all'ultimo stadio: si sostengono le stesse tesi degli avversari della vita, facendole passare fra l'altro per la posizione della Chiesa. E così, si abbandonano al loro destino i 356 concepiti di essere umano che ogni giorno vengono uccisi in nome della “buona legge 194” negli ospedali pubblici italiani.

Verità e Vita aveva denunciato – in perfetta solitudine – i rischi insiti nella vicenda della legge 40/2004: e cioè che la tattica si sarebbe mangiata poco alla volta la verità e l'ortodossia. Ma noi non immaginavamo che nel giro di pochi anni le persone che si dichiarano “pro life” potessero ergersi a difensori della legge sull'aborto. Evidentemente, la situazione è molto più grave di quanto pensassimo.

Verità e Vita lancia un appello urgente affinchè il  mondo cattolico, le associazioni pro life, i movimenti ecclesiali, i siti internet di ispirazione cristiana - di fronte alle esternazioni di Tempi - rompano l ' assordante silenzio di questi giorni e prendano pubblicamente posizione per riaffermare la totale ed esplicita condanna nei confronti di una legge omicida come la 194 del 1978. 

Da parte sua - pur nella povertà di mezzi e di risorse  - Verità e Vita continuerà a testimoniare la verità sull'uomo innocente. E lo farà nonostante i consigli, le pressioni e le minacce ricevute in questi giorni affinché si resti in silenzio. 

Perchè noi non possiamo tacere.

Per il Comitato Verità e Vita

Il Presidente

Mario Palmaro

 


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