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movimento per la vita
GIOVANI Bologna

"VITA NEWS"

Rianimazione prematura.


A tutti coloro che sono interessati alla lettura delle nostre Relazioni, BIOS mette a disposizione il proprio archivio.
Troverete le relazioni suddivise per argomento, data,titolo e relatore.
Ogni nuova relazione verrà catalogata ed inserita nell'archivio,rendendo cosi possibile la consultazione in ogni momento.


12 - 02- 2008

 

ATTENZIONE: IN ITALIA ESISTE IL “PARTITO DI ERODE”!

 

“Un neonato prematuro che si mostri vitale deve essere rianimato anche senza il consenso dei genitori, dal momento che ha vita autonoma. Se, successivamente, ci si rende conto dell'inutilità degli sforzi bisogna evitare ad ogni costo l'accanimento terapeutico”. Questo è quanto dice, in sintesi, un recente documento firmato dai titolari delle cliniche universitarie di Roma. E' una presa di posizione ufficiale che, pur nella sua ovvietà ed in pieno accordo addirittura con la legge sull'aborto, fa onore alla classe medica, perlomeno a coloro che ritengono ancora, da Ippocrate in poi, di dover curare i pazienti piuttosto che sopprimerli. Non si tratta certo di un documento “cattolico”, piuttosto, di un esempio di collaborazione e vero dialogo sulla base di valori laici e civili non negoziabili, in virtù anche dei progressi della medicina moderna che permette ormai, in certi casi, di rianimare neonati di 22-23 settimane anche senza particolari difficoltà. Agghiacciante, invece, anche se per certi versi scontata, l'esternazione al riguardo della ministra della “salute” (per fortuna, oggi, ex-ministra!) Livia Turco, la quale, con una “classe” da far invidia ad Erode, giudica addirittura “crudele” prestare le cure al figlio senza il consenso della madre. Avete capito?. Dunque, attenzione… secondo l'esponente partito-democratica Livia Turco non sarebbe crudele lasciar morire i figli ma sarebbe “crudele” curarli senza il consenso della madre, e neanche, si badi bene, il consenso dei genitori, ma della madre soltanto!. Forse l'ex-ministra è ferma al barbaro diritto di vita e di morte sui figli?. Parrebbe proprio di sì. Infatti, quella che, nel Governo Prodi, avrebbe dovuto salvaguardare la salute dei cittadini, quella che si ostina a definirsi ancora “cattolica” quando c'è da prendere voti, proprio quella (ma non solo lei), la vediamo oggi paladina non solo dell'aborto legale ma addirittura dell'infanticidio. E' un dato di fatto ormai. Mentre una parte del mondo laico e cattolico, pur nelle possibili incoerenze personali, riconosce la necessità della concreta e legale salvaguardia dei beni fondamentali non negoziabili (vita, famiglia, libertà di scelta educativa), sulla scia anche della millenaria saggezza del magistero della Chiesa cattolica; un'altra parte, invece, spesso sedicente “cattolica”, figlia dei soliti “rottami” del sessantotto, che cerca sempre la legittimazione dal prete “progressista” di turno e si riempie la bocca con parole d'effetto come pace, solidarietà, dialogo… risulta poi essere sempre confusa, ottusa ed infestata dallo sterile moralismo legale o dal retorico buonismo “pluralista”, come dalla solita violenza dell'ideologia marxista. E sono proprio queste menzogne e questa violenza che rischiano sempre di essere espresse da costoro, in modo subdolo, nelle concrete scelte politiche e culturali.

 

Piergiorgio Dellagiulia

Bra

 

 

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