LEGGE 40. LA TURCO TENTA DI CONDIZIONARE IL NUOVO MINISTRO
Le linee guida non possono contraddire la legge, la diagnosi preimpianto distruttiva resta vietata
«E’ singolare che l’emanazione di un documento di rilevante importanza politica venga fatta da un ministro destinato a lasciare il suo incarico tra pochi giorni. E’ quindi evidente intenzione di condizionare il giudizio e la decisione del nuovo ministro» commenta così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, le nuove Linee guida sull’applicazione della legge 40.
«Come giustamente ha rilevato il ministro le linee guida non possono andare oltre la legge. Di conseguenza non possono essere modificati gli articoli 13 e 14 che proibiscono non solo la selezione eugenetica ma anche la distruzione degli embrioni. Ne deriva che resta illegale la diagnosi genetica preimpianto così come oggi realizzata e cioè con la produzione di un rilevante numero di embrioni e la morte deliberata di una parte di essi ritenuti affetti da anomalie ma anche sani e divenuti inutili. La eliminazione del limite stabilito dalle precedenti linee guida relativa all’uso delle sole metodiche osservazionali consente soltanto l’utilizzazione di metodiche che non abbiano come intenzione e come effetto la distruzione di embrioni e che quindi operino soltanto a livello di gameti (spermatozoo o ovocita) e non di embrioni.
«In questo senso è apprezzabile il richiamo del ministro Turco all’esame del primo globulo polare.
«In quanto all’estensione della possibilità di ricorrere alla Pma in caso di persone affette da malattie sessualmente trasmissibili» conclude Casini «è evidente la forzatura della legge che prevede la Pma solo come rimedio alla sterilità. Meglio sarebbe stato insistere su rimedi e terapie diverse per prevenire e curare le malattie sessualmente trasmissibili. In ogni caso l’interpretazione della legge è compito dell’autorità giudiziaria e non di quella amministrativa».
Daniele Nardi
Responsabile Area comunicazione
Movimento per la vita
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