In nome di un'idea, nel secolo appena finito, si sono calpestate milioni di persone, così oggi, sostenuti da un'idea che pretende ascolto senza darne, si calpesta innanzitutto il diritto alla vita dei 'più poveri tra i poveri'- il bimbo non nato, come diceva Madre Teresa di Calcutta- ma anche, e in modo certamente più colpevole se si assume il punto di vista degli stessi contestatori, si calpesta la dignità di tutte quelle donne che con dolore e sofferenza affrontano gravidanze difficili.
Già perché il mettersi contro a chi vuole al centro delle politica la possibilità di scegliere la vita - e mettersi contro in modo così violento e arrogante, non attraverso l'ascolto delle opinioni altrui e il dialogo - è innanzitutto mettersi contro a chi si trova nel bisogno e nella necessità di dover scegliere. Fanno veramente così paura coloro che desiderano solo aiutare le mamme? Sono così terribilmente convincenti con subdole armi i volontari per la vita? Per chi ha avuto esperienza in questo campo lo scenario si mostra completamente diverso, le centinaia (centinaia!!!) di telefonate di richieste di aiuto che sul territorio nazionale raggiungono Centri di aiuto, Servizi e Case di accoglienza, Movimenti sono testimonianza quotidiana di un impegno più che mai necessario. Chi ascolta il bisogno di sostegno per proseguire con più serenità una gravidanza resa difficile da tante cose, non ultima la società che di tutto si occupa, ma non dei suoi figli, cioè del suo futuro? Chi si affianca alle donne lasciate nella solitudine di una decisione che sentono incombere come implacabile sul loro destino? E poi chi ascolta le parole di dolore delle mamme che hanno abortito? Da trent'anni, solo i volontari per la vita. Questo è lo scenario che è stato contestato in piazza Maggiore a Bologna: ben oltre la lista, ben oltre la presenza di Ferrara, certamente autorevole, anche perché reso tale da una profonda riflessione sulla vita umana. Su quella piazza non è stata attaccata un'idea, come forse era nell'intenzione dei provocatori, ma hanno subito aggressione tutte le donne che chiedono aiuto e tutte le persone che, con buona volontà, di loro continuano ad occuparsi.
Antonella Diegoli
Presidente FederVita Emilia Romagna
Articoli Precedenti