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"VITA NEWS"

12 maggio, giorno della famiglia.

Vieni a Roma anche tu!



A tutti coloro che sono interessati alla lettura delle nostre Relazioni, BIOS mette a disposizione il proprio archivio.
Troverete le relazioni suddivise per argomento, data,titolo e relatore.
Ogni nuova relazione verrà catalogata ed inserita nell'archivio,rendendo cosi possibile la consultazione in ogni momento.


Mancano ormai pochi giorni al Family day, il giorno per la famiglia, sabato 12 maggio a Roma, in Piazza San Giovanni.

In tutte le città, vari gruppi si stanno organizzando.

Il momento è importante e non va sottovalutato.


Gli anni '70 hanno segnato la legalizzazione dell'aborto e del divorzio.
Si è partiti da casi drammatici (ad esempio, il caso Seveso, dove l'incidente-diossina fu gonfiato ad arte, autorizzato l'aborto d'eccezione.
Risultato una trentina di bambini, sanissimi, sacrificati sull'altare della paura e, soprattutto, dell'ideologia che l'ha generata e alimentata) e pietosi (il numero di morti per aborto clandestino, clamorosamente inventati- superiori alla mortalità totale delle donne in età fertile...).
Col passare degli anni, però, le leggi hanno cambiato la mentalità delle persone. E quello che doveva essere riservato a casi accezionali e pietosi si è esteso.

L'aborto sta diventando una prassi eugenetica. L'aborto chimico - tanto strombazzato nonostante i rischi nettamente maggiori rispetto a quello chirurgico - viene propagandato facile come bere un bicchier d'acqua.

Il divorzio è diventato prassi comune, una buona opzione, che si ha ben presente sin prima del matrimonio.

Ma la gente sta anche aprendo gli occhi. Sente il grido di dolore dei figli di genitori divorziati, che rivela quale sia la preoccupazione che sottende
la legge (non certo quella di difendere e garantire i più deboli - che dovrebbe essere lo scopo del diritto, in uno stato di diritto). Sente il vuoto, l'ansia e l'orrore che lascia nella mamma l'uccisione del figlio portato nel grembo.
E il vento, lentamente, è cambiato. Lo dimostra anche il fallimento del referendum contro la legge 40, che voleva, tra le altre cose, legalizzare la sperimentazione sugli embrioni umani. Sui nostri figli.
E lo dimostra la crescente sensibilità verso i temi della bioetica.
I Dico sono un pericolo per la società umana, perchè ogni società si è sempre basata sulla famiglia.
La stessa Costituzione Italiana (art. 29), non certo scritta in Vaticano, "riconosce" la famiglia come "società naturale" fondata sul matrimonio (le virgolette indicano i termini esatti).
La famiglia pre-esiste lo Stato (è più importante dello Stato). Lo Stato non la crea artificialmente, per legge.
Massimo rispetto per i singoli, che possono fare quello che vogliono, e non devono essere discriminati.
Ma la famiglia è un'altra cosa. E creare una simil-famiglia (quasi tutti i diritti della famiglia, quasi nessun dovere, con riconsocimento pubblico anche delle coppie omosessuali), crea per i giovani un modello alternativo, ugualmente riconsociuto e garantito per la legge.

Se non è questo un attacco alla famiglia, nucleo fondamentale della società...
Il vento è cambiato anche, e soprattutto, grazie ai Papi, e ai vescovi italiani. Che con coraggio hanno illuminato le coscienze, alla luce della ragione.
Ora, hanno chiesto a chiunque (non solo cattolico) stia a cuore il bene dell'uomo e della società, di scendere in piazza, per dire sì alla famiglia e no ad ogni legge che indebolisca la famiglia.
Negli anni '70 abbiamo subito leggi ingiuste e perso referendum.
Forse, questa volta, riusciamo ad evitare il peggio. "Basta" dimostrare una presenza sia in piazza il 12 maggio, sia col nostro impegno di ogni giorno, sempre (anche dopo il 12 maggio...).

Non ce lo chiedono tanto spesso.

Noi obbediamo, e a Roma ci andiamo di gusto, anche a costo di qualche sacrificio.

Sappiamo che è la cosa giusta per il bene dell'Italia.

E che non ce ne pentiremo.


 

 


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