Testimonianza di una mamma aiutata dal Progetto Gemma

Vi alleghiamo una testimonianza di una mamma aiutata dal Progetto Gemma a portare a termine la gravidanza. L’articolo è stato pubblicato su “Bologna 7”, supplemento domenicale dell’Avvenire, del 10/02/2019. Un grazie alla redazione del giornale per lo spazio dedicatoci.

 

“Domenica scorsa abbiamo celebrato la Giornata per la Vita e oggi vi presentiamo la testimonianza di una mamma emiliana che, con il sostegno concreto del Centro di aiuto alla Vita e del Progetto Gemma, ha portato a termine la sua gravidanza. Leggendo la sua testimonianza si rimane colpiti da come, attraverso una serie di “coincidenze”, le scelte della mamma sono state orientate verso l’accoglienza del bambino che portava in grembo.

Tutto è iniziato il 29 giugno 2013 quando ho fatto il test di gravidanza. Da quel momento è iniziato per un me un periodo difficile perché mi sono ritrovata da sola con tre bimbi piccoli e uno in arrivo. Il mio compagno ha avuto paura perché il suo lavoro non andava bene e io avevo perso il mio, inoltre il rapporto tra di noi era molto peggiorato e mi ha abbandonata davanti ad una scelta così importante. Anche io ero piena di paura, così ho deciso di abortire, anche se in fondo al mio cuore non era quello che volevo. Ho avuto tanti segnali che mi dicevano che stavo facendo un errore ma faticavo a comprenderli. Sapevo che tutti bimbi sono doni ma in quel momento la mia disperazione era troppo forte, non riuscivo a ragionare. Il giorno in cui sono andata a prenotare l’aborto, ho avuto un segnale che stavo sbagliando tutto: ho confuso il certificato della ginecologa con quello del dentista di mia figlia, così ho dovuto rimandare l’appuntamento! Il giorno fissato dovevo presentarmi all’ospedale alle 7,30. Sono andata a casa e, piangendo, ho chiamato il Centro di Aiuto alla Vita comunicando che avevo deciso di abortire. Ed ecco l’ennesimo segnale: la sera stessa sono venute da me due volontarie per ascoltarmi e farmi riflettere. Mi sono addormentata, piangendo, dopo aver messo la sveglia alle 6.30 per l’appuntamento del giorno dopo. Il segno finale c’è stato la mattina seguente: avevo dimenticato di ricaricare il telefono e la sveglia non è suonata! Così, ho finalmente deciso di accogliere il mio bambino. E’ iniziata una forte amicizia con le volontarie del CAV e con altre donne che come me si sono trovate ad affrontare da sole una gravidanza inattesa. Sono arrivate in questi mesi tante attenzioni e tanti aiuti per me e per il mio bambino. Da alcuni mesi sto ricevendo Progetto Gemma, un contributo economico mensile per il mio bambino: questo sostegno mi sta aiutando a vivere con maggior serenità tutte le preoccupazioni economiche che avevo all’inizio della gravidanza ma, soprattutto, mi riempie di gioia pensare che persone lontane e che non mi conoscono mi vogliano così bene e gioiscano con me per l’arrivo del mio bambino. Mancano due settimane alla nascita di mio figlio e avrò tante cose da superare ma penso di potercela fare. Vorrei lasciare un piccolo messaggio di incoraggiamento: i fatti della vita possono anche portarci alla disperazione ma bisogna cercare aiuto e non rimanere chiusi in una stanza come volevo fare io! Grazie a chi mi ha voluto bene, sono riuscita a fare la scelta che già dentro di me era scritta ma non riuscivo a leggere perché prima c’era troppo buio.”

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